Chry incontra i Marta Sui Tubi

MA QUANDO CAZZO ARRIVA MARTA?

Nel febbraio 2013 sul palco di Sanremo un gruppo di punkabbestia urlava “Oscar Wilde, Sonic youth, Motorpsycho e Mallarmé”, il loro nome è Marta sui Tubi, ma non tutti sanno che in quello stesso anno ricorreva il decimo anniversario del loro disco d’esordio e soprattutto nessuno ha mai visto la tanto attesa Marta, così in occasione della ristampa di “Muscoli e Dei”, intervistiamo la band nel backstage del BlackOut rock club di Roma. Giovanni Gulino alla voce, Carmelo Pipitone alla chitarra e Ivan Paolini alla batteria eccezionalmente in trio si preparano a chiudere questa piccola serie di concerti. Un ritorno alle origini, ricordando un disco sempre attuale realizzato in povertà di mezzi e abbondanza di idee.

Ragazzi se non c’è Marta non ho domande… 

CARMELO: molto bene sarà una discussione simpatica!

IVAN: tu non hai domande, noi non abbiamo risposte, mi pare che ci siamo trovati, beviamoci ‘ste birre…

Un nuovo tour per “Muscoli e Dei”, come mai questo ritorno alle origini? 

CARMELO: Si un ritorno alle origini perché insomma ci fa un po’ sentire il polso della situazione. Stiamo per affrontare un bel concerto in chiusura di un piccolo giro di concerti. Stiamo portando in giro questa ristampa del primo disco e questa è l’ultima delle otto date. Il fatto di rimettersi in gioco dopo dodici anni di carriera..

GIOVANNI: …ma non era morto? Io sapevo che era morto…

CARMELO: Stavamo dicendo… portare in giro il primo disco della vecchia formazione e vedere se riusciamo a suonare come facevamo dodici anni fa e a quanto pare ce la caviamo ancora. Questo tour che abbiamo tirato fuori per la ristampa di Muscoli e Dei, ci fa capire che la gente che ci seguiva all’inizio è tornata con lo stesso entusiasmo, voler sentire quello che riusciamo a proporre in questo periodo. La gente è contenta, noi siamo ancora più contenti, era un esperimento e a quanto pare anche abbastanza riuscito.

In questi dodici anni avete portato in giro la vostra musica anche su palchi di un certo rilievo, Primomaggio, Italia Wave, Woodstock 5 stelle e togliamocelo subito dalle palle, Sanremo… 

CARMELO: eh togliamocelo dalle palle! No comunque una belle esperienza ormai abbastanza lontana dal percorso che stiamo portando avanti. É stato un periodo abbastanza strano della nostra vita ed è servito anche per arrivare a gente che altrimenti non avremmo mai potuto contattare per via del tipo di musica che facciamo e per arrivare ad un pubblico più grande.

IVAN: tanta gente si è avvicinata a noi dopo Sanremo, nella nostra carriera abbiamo sempre fatto piccoli passi e Sanremo è stato un altro piccolo passo. Onestamente un bel po’ di gente si è avvicinata alla nostra musica dopo Sanremo, ma non ci ha cambiato la vita.

CARMELO: Non ci ha cambiato la vita e soprattutto è un periodo almeno per quanto mi riguarda lontano.

Oggi ci si avvicina facilmente alla musica, può bastare un click su Spotify?

CARMELO: Come dici tu con Spotify, anche senza pagarlo puoi ascoltare tutta la cazzo di musica che vuoi, ma oggi la musica per i musicisti è diventata andare a suonare dal vivo non più vendere dischi, il nostro unico introito in termini economici è fare dei concerti, non aspetti tipo i sei mesi della siae per vedere quanto hai venduto. Una volta non si suonava un cazzo però guadagnavi stando a casa tua perché bastava una canzone, il singolo, ma noi non siamo stati né così fortunati né diciamo al tempo stesso non è che ce ne freghi poi più di tanto.

IVAN: se i dischi ti danno un certo rientro dal punto di vista economico, quei soldi li puoi investire sul live, puoi andare in giro con una produzione, ma se dai dischi non ti arriva niente tutto viene ricavato dal cachet dei concerti ed è difficile non avendo la base partire per un tour che devi costruire tu di tasca tua.

CARMELO: ti devi auto-sovvenzionare all’inizio prima di partire, certe volte è pure un po’ difficoltoso e paradossale… tirare fuori dei soldi prima di guadagnarli. Probabilmente la cosa che muove ancora lo spirito dei Marta sui Tubi è il fatto di divertirci e di perderci del tempo sulle cose che ci piace fare, poi abbiamo visto che le cose negli anni sono andate bene e piano piano abbiamo raggiunto diciamo una piccola nicchia di pubblico che continua a seguirci, questo ci basta. Quando tu dicevi prima Sanremo, Sanremo è servito per arrivare a più gente possibile dopodiché siamo arrivati al punto di non dover dimostrare niente a nessuno, nel senso che se tu dici Marta sui Tubi probabilmente quattro su dieci sapranno di cosa stiamo parlando. Poi se vuoi approfondire il discorso magari spendi dei soldi per venire a vederci dal vivo, ci fai anche una cortesia e fai sì che questo progetto possa andare avanti.

IVAN: …fai sì che il machete non faccia il machete!

Ma in conclusione la leggenda di Marta è storia vera? 

CARMELO:  Sei giovane… di solito noi parliamo così.. non saprai mai la verità eheheh! I primi concerti mi ricordo che venivano un botto di persone per vedere questa Marta.

IVAN: sai quante volte sul palco lasciavano lo spazio con i monitor per Marta?

CARMELO: si aspettavano la figa!

IVAN: i primi tre anni era classico, ci chiedevano dov’era, quando arrivava…

CARMELO: Adesso succede di rado ma anche l’altro giorno è successa una simile. C’era uno dei tecnici di un posto dove siamo andati a suonare e ci ha detto: “Marta quando arriva?” ma serio “quando arriva Marta, la cantante?”. Puttanaeva fai questo di lavoro informati un pochino! Io non mi ricordo perché ci siamo chiamati Marta sui Tubi, sono dodici anni, ne ho trentasei e la testa inizia diciamo ad avere dei problemi, però mi ricordo che dovevamo cercare un nome che in qualche maniera incuriosisse la gente e ne abbiamo scelto uno, il classico nome femminile, Marlene Kuntz, Alice in Chains, Marta sui Tubi.

IVAN: Il fatto è che era provvisorio come nome…

CARMELO: si una cosa velocissima perché dovevamo stampare delle locandine di un nostro live a Bologna in un posto da venti persone e per stampare ‘sta cazzo di locandina hanno voluto sapere immediatamente come ci chiamavamo, l’unica cosa che in quel momento ci è venuta in mente: “vai scrivi Marta sui Tubi tanto poi lo cambiamo”. In realtà poi non l’abbiamo cambiato più.

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